Ok, da pazza KJer quale sono non ho potuto resistere alla tentazione di immaginare un ipotetico incontro tra Katie e Josh quando lei faceva le prove a Broadway

ricorderete la storia sui giornali che diceva che Josh era stato a trovarla con i fiori e l'aveva salutata con un "Hey straniera!"

beh la mia fanfic inizia proprio così e non importa se poi lo stesso Josh ha smentito tutte le voci, a noi nessuno impedisce di sognare, no?

UN IPOTETICO INCONTRO KJer...
“Hey, straniera!” dissi porgendole i fiori. Lei mi guardò spaesata, confusa, sorpresa, disorientata, incredula, dubbiosa se credere che fosse la realtà oppure no. E io provavo le sue stesse cose. Più un forte senso di insicurezza che non mi era mai appartenuto. Ma per neanche un istante, nemmeno uno solo ho mai pensato che fosse stato un errore essere andato lì.
Accettò i miei fiori, li guardò e poi sorrise. Quel sorriso che non aveva nulla a che fare con i soliti che “indossava” sulle copertine dei recenti giornali di gossip. No, era un altro sorriso, un sorriso che ero certo neanche Tom Cruise, suo marito, aveva mai visto. La vidi mordersi un labbro e guardarmi negli occhi. Accennai ad un sorriso, poi storsi la bocca. Allargai le braccia. Sapevo che voleva abbracciarmi almeno quanto io lo volevo. Ma sembrava che la storia della nostra vita si basasse sul fatto che io dovevo fare il primo passo. Sembrò titubante, incerta. Poi prese un grosso respiro, allargò quel magico sorriso e la sentii mia per la prima volta dopo anni. Sì, mia. Mia perché tra le mie braccia la sentivo respirare, mia perché potevo sfiorare con le labbra i suoi capelli, mia perché premevo le mie mani contro la sua schiena e la sentivo, mia perché mi era mancata e ora mi sentivo di nuovo completo. Sciolsi le braccia dalla sua vita e le lasciai ricadere di nuovo lungo i miei fianchi. Mi portai una mano nella tasca dei jeans. Lei si prese il suo istante in più attaccata ancora a me. E mi faceva piacere constatare che non voleva lasciarmi andare. Ma poco dopo si fece indietro, mi guardò negli occhi e tirò su col naso mentre gli occhi si facevano lucidi
J:Posso offrirtelo un caffè?- domandai, lei sorrise e annuì. La presi per mano e la condussi sul retro alla macchinetta del caffè. Mi era sembrato un gesto così naturale condurla con me per mano, stringere quell’esile mano nella mia e ancora una volta il mio cuore si ritrovò a sorridere felice che lei non si fosse opposta. Estrassi dalla mia tasca due monetine e mi avvicinai alla macchinetta per due caffè mentre lei si accomodò ad un tavolino alle mie spalle. Quando la raggiunsi con i caffè, la scoprii osservarmi in un modo indecifrabile. Le sorrisi e le porsi il suo bicchiere- Non mi hai ancora detto niente … - constatai sorseggiando la mia bevanda. Lei sospirò e alzò le spalle
K:Sono solo … sorpresa … - disse, infine. Sorrisi di nuovo. Era così bello poter ascoltare la sua voce ancora una volta. Certo, in quegli anni che non l’avevo vista avevo continuato a seguirla in TV ma il suo tono in quel momento era un altro, la sua voce sembrava un’altra. Sembrava quella di tanto tempo fa
J:Ci contavo infatti … lo sai che amo le sorprese!- lei annuì e sorrise bevendo un altro sorso
K:Ma sono felice che tu sia venuto … - confessò, poi. Ci guardammo per un lungo istante in silenzio. Poi presi la mia sedia e mi avvicinai a lei. Avvertii la sua tensione aumentare
J:Hey, sono sempre io … - sussurrai tranquillizzandola accarezzandole i capelli. Lei abbassò lo sguardo
K:Josh, non è più come prima … - mi disse. Io abbassai la mano e mi raddrizzai con la schiena ricomponendomi
J:Lo so, sei sposata … hai una figlia …
K:Io amo mio marito!- mi disse interrompendomi. Io rimasi interdetto
J:Sembra che tu ti stia giustificando … - le risposi sinceramente. Lei alzò gli occhi al cielo e schioccò la lingua. La vedevo addolorata. Forse era solo la stanchezza, pensai
K:Io sono davvero felice che tu mi sia venuto a trovare … - ripeté di nuovo. Corrugai la fronte
J:Certo, anch’io lo sono … - risposi confuso ma sincero
K:Ok … - disse, poi, annuendo. Ci guardammo in silenzio per un po’. Osservai ogni minimo dettaglio del suo viso, rimasto identico a come l’avevo lasciato. Poi mi soffermai sui capelli
J:Perché li hai tagliati? – domandai sfiorandole la testa. Lei fece spallucce
K:Avevo voglia di cambiare … - sembrava così evasiva, distaccata, come se qualcosa la turbasse. Mi schiarii la voce e mi guardai intorno per assicurarmi che nessuno potesse sentirci
J:è tutto ok?
K:Sì!- rispose immediatamente alzando la testa di scatto, indice che mentiva. Sospirai e scossi la testa
J:La mia visita qui non è gratuita … - lei corrugò la fronte- … io sono venuto a trovarti per farti una sorpresa, ma tu ora mi racconti cosa c’è che non va … - lei sospirò e guardò altrove. La costrinsi a guardarmi negli occhi ponendo il mio indice sotto il suo mento- Hey … - bisbigliai. Lei si portò una mano alla fronte e chiuse gli occhi, poi la lasciò scivolare fino ai capelli portandoli indietro
K:Sono stanca … non dormo da giorni perché devo provare di continuo … tutto qui … - spiegò rapidamente. Sebbene sapessi che non era la verità, non mi permisi di indagare oltre. Ero stato il suo migliore amico fino a quattro anni prima, poi lei aveva cambiato vita, una vita di cui io né facevo parte né conoscevo. Per lei ormai dovevo essere una sorta di estraneo ficcanaso. Ritornai con la sedia al mio posto. Finii il mio caffè. Lei il suo l’aveva lasciato tutto lì
J:Posso capirti … - dissi solamente, e speravo che lei in quelle due parole capisse più di quanto apparentemente dicessero. Mi guardò negli occhi con sguardo ancora triste. Mi sorrise, ma forse questo sorriso qui Tom Cruise aveva potuto vederlo. Era il sorriso di chi non è felice. Mi alzai dalla sedia e sospirai. Lei mi imitò- Credo sia ora di andare per me … ti ho fatto perdere fin troppo tempo … - lei scosse la testa
K:Non voglio che tu pensi una cosa del genere … il mio tempo con te non è mai tempo perso … - eccola, la scintilla nei suoi occhi. Come se per un istante la vecchia Katie fosse tornata lì. Sorrisi e l’abbracciai. E in quell’abbraccio mi lasciai scappare un bacio sulla sua fronte
J:In bocca al lupo per lo spettacolo … verrò a vederti … - le assicurai. Lei sorrise
K:Sul serio?- io annuii. Poi un ultimo sorriso e infine lasciai il teatro con la speranza di poterla rivedere ancora e ancora e ancora e ancora. Perché non mi sarei mai stancato di lei, dei suoi sorrisi, delle sue mezze frasi, del suo barlume negli occhi.
Allora...che ve n'è parso?

commenti e critiche ben accetti

è tanto che non postavo una fanfic e che non scrivevo, mamma mia!

Ah dimenticavo di dire che ovviamente è molto corta

volevo solo descrivere quel momento in particolare

poi se dovessi avere ispirazione, chissà potrei continuarla

spero vi piaccia
